Senzano

  • slide
  • slide
Festa Popolare: Festa di San Severino
Servizi Pubblici:

La piccola frazione di Senzano è situata in direzione sud-ovest e si può raggiungere da tutte le direzioni, sia percorrendo la “strada alta” che da Peschiera Maraglio porta direttamente a Senzano, oppure dalla strada che sale dalla parte opposta del paese.

Senzano è da sempre un paese di contadini, per lo più a servizio della famiglia Martinengo, dominatrice dei territori isolani dal XIV al XVI secolo.

Il vecchio centro storico è stato via via ristrutturato durante la seconda metà del 1900, ma continua a distinguersi dalle abitazioni costruite recentemente, infatti, si possono ancora ammirare le vecchie cantine con soffitti a volta, le cosiddette “cà del salam”, dove i salumi affumicavano e stagionavano, i fienili in legno e le strette strade ciottolato che si snodano da una porta all'altra.

L'espansione urbana di Senzano ha interessto anche le colline circostanti e la più suggestiva è chiamata località “Corén”, perchè sormontata da uno sperone di roccia che richiama la forma di un corno posto direttamente sopra la trecentesca Rocca Martinengo e la frazione lacustre di Sensole. Dalla sua sommità è possibile ammirare l'intera riviera meridionale del lago d'Iseo.

A ridosso delle vecchie abitazioni sorge la chiesa di San Severino. La devozione verso questo santo, vescovo della città di Colonia nella seconda metà del IV secolo, si è diffusa nell'età carolingia, ma la particolarità di questa chiesa è quella di aver cambiato più volte nel corso dei secoli il suo santo patrono: nel 1500 era San Severo, mentre nel 1700 San Silvestro. Dalla seconda metà del 1700 la chiesa fu dedicata a San Severino. Anticamente la struttura consisteva in una piccola e semplice cappella, definita “totalmente in rovina” da alcuni documenti storici, con al suo interno “un'immagine sconveniente di Maria”. Nel 1500 l'intera struttura fu messa a nuovo e fornita di un altare maggiore di legno, di un pupito e di un piccolo organo. La chiesa fu completata con l'aggiunta di una sagrestia e di un campanile, infine decorata con affreschi raffiguranti San Severino Vescovo, Santa Teresa e La Madonna della Ceriola, attribuiti ad Antonio Gandino (pittore italiano vissuto tra il 1560 e il 1631 che esercitava prevalentemente nel bresciano e nel bergamasco; era famoso per il suo stile manierista, a cavallo tra Rinascimento e Barocco). Fino al 1600 vi si celebrava messa solamente quattro volte l'anno e alcuni avevano dei dubbi sul fatto che fosse stata veramente consacrata. Fu successivamente restaurata nel 1909 su iniziativa di Don Trotti.

L'anima contadida di questo luogo è ancora via più che mai, infatti molte famiglie sono dedite alla coltivazione di uliveti, vigneti e campi di granoturco.


Related Projects
#
Sensole
#
Carzano