Peschiera Maraglio

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Festa Popolare: festa del soccorso (prima e seconda settimana del mese di Agosto), Festa di San Michele Arcangelo (29 settembre)
Servizi Pubblici: diverse attività commerciali, l'ufficio turistico, un museo della pesca, tre pontili per l'attracco dei battelli e del traghetto, un ambulatorio medico, la farmacia e la banca

Se da Sensole, ultima tappa del nostro percorso alla scoperta delle frazioni montisolane, si prosegue per un chilometro e mezzo lungo la strada che costeggia il lago, si giunge a Peschiera Maraglio, frazione lacustre posta all'estremità sud-est di Montisola a soli 800 metri in linea d'aria da Sulzano.

Il suo nome deriva dal latino “piscaria” che sta a ricordare quanto gli abitanti fossero strettamente legati alla pesca e alla fabbricazione di reti. In tempi recenti si è aggiunto il secondo nome “Maraglio” in onore di Giovan Battista Maraglio, appartenente a una delle storiche famiglie che hanno abitato per secoli in questa frazione. Peschiera Maraglio si trovava già nel famoso inventario di beni del 1906 del Monastero di S. giulia di Brescia con il nome di “Piscaria insulae curtis”, vi esisteva infatti una riserva di pesca che dava “cinque soldi all'anno”.

E' una delle frazioni più estese e si sviluppa per la maggior parte sul lago e nell'immediato entroterra a ridosso del monte, incorniciata da una piccola pineta; essa offre molti scorci panoramici unici e suggestivi, immortalati da pittori come Tosi, Dolci e Fiessi. Le vecchie abitazioni dei pescatori sono costruite una a ridosso dell'atra e nella loro armonia spiccano particolarmente il campanile della chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo della quale si hanno già notizie scritte risalenti alla metà del 1300, la ex Casa comunale costruita nel 1910, (prima dell'unificazione di tutte le frazioni sotto un solo comune avvenuta nel 1928, Peschiera Maraglio faceva comune a sé già dal XII secolo), oggi sede di un museo e di un'agenzia di promozione turistica e dalla villa Oldofredi, costruita tra il XIII e il XIV secolo. Il cuore del paese è frammentato da un vasto intrico di vicoli che ricordano le calli di Venezia o i “carruggi” di Genova, solcati da ponticelli di legno e da archetti di pietra, caratteristiche che suggeriscono come le persone trascorressero molto più tempo fuori che dentro casa. L'ampia strada sul lungolago dà immediatamente sul porto, un tempo era costantemente affollata di intere famiglie intente a esporre il pesce al sole per l'essiccazione, tappezzando le facciate delle case con telai, “arèle”, “archèc” e reti da pesca da rammendare.

Nel XII secolo Peschiera Maraglio gravitava sotto il potere degli Oldofredi, feudatari e signori “de la curte de Iseo”. In quegli anni a Peschiera nacque la figura del “miles”, il soldato di carriera, a testimoniare che quei tempi erano tutt'altro che pacifici, infatti, gli Oldofredi vennero emarginati a causa della loro fedeltà ai Visconti e costretti a lasciare la Franciacorta rifugiandosi a Peschiera, da dove potevano continuare a tessere la loro tela di alleanze. Nel 1453 Peschiera ottenne libertà di commercio anche sulla riviera bergamasca, e a fine secolo i pescheresi assunsero ruoli importanti ruoli economici.

Peschiera come le altre frazioni montisolane sono da sempre state meta di visite di personaggi illustri, come Matteo Visconti, la regina di Cipro Caterina Cornaro, la nobiltà veneta e bresciana.

I primi barlumi di turismo risalgono al 1841 con le visite di Massimo D'Azeglio, George Sand, Alfred De Musset e Federico Chopin che si provvide alla costruzione di una strada in terra battuta che collegava Peschiera con Sensole. Un'apertura ulteriore al turismo, seppure ancora d'élite, si ebbe negli ultimi decenni dell''800 grazie anche alle presenze di Giuseppe Zanardelli e di altri esponenti della vita politica bresciana e si rese necessario costruire un albergo per ospitare i visitatori che si volevano intrattenere più tempo. Nel 1884 venne anche costruito il primo porto, che con quello di Iseo era considerato uno dei più importanti della sponda bresciana del Sebino. Il turismo popolare decollò negli anni Venti del '900 con un susseguirsi di iniziative dopolavoristiche e sportive che hanno portato all'apertura di trattorie tipiche e di piccoli alberghi, alcuni dei quali sono attivi ancora oggi.

Con le sue diverse attività commerciali e di servizi, l'ufficio turistico, un museo, tre pontili per l'attracco dei battelli e del traghetto che garantiscono una migliore gestione dei tanti turisti presenti tra giugno e settembre e con un porto commerciale che garantisce la vita dell'economia isolana, Peschiera (come le frazioni lacustri di Sensole e Carzano) è il biglietto da visita per i turisti che trascorrono una vacanza a Montisola.