Olzano

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Olzano è una delle frazioni più piccole e meno popolate di Monte Isola e si trova in posizione nord-ovest. È a qualche centinaio di metri in linea d’aria sopra Carzano e la si può scorgere nitidamente anche dal lago. Da Olzano si ha la visuale della porzione nord del lago da Sale Marasino e Tavernola fino a Vello e Riva di Solto. Non si conoscono le origini del suo nome e le informazioni che la riguardano sono scarse. Ne “Il Catastico Bresciano” scritto da Giovanni da Lezze tra il 1609 e il 1610, egli descriveva Olzano con queste parole: “Di sopra de Carzan mezo miglio situato sul monte; de fuoghi 18, anime 60, di circuito un quarto di miglio. Non vi è rocca. Chiesa di S. Fermo officiata qualche giorno da un prete”.

Olzano, infatti, era provvista di una piccola chiesetta consacrata a San Fermo. Secondo una nota redatta durante la visita pastorale del Vescovo Domenico Bollani nel 1573, nella proprietà dei Novali sulla strada per Siviano esisteva un santuario dedicato al Santo, definito come “una cappella a volto, ma molto piccola”. Il santuario non possedeva beni né era beneficiario di redditi; si pensa dunque che la sua manutenzione fosse affidata agli abitanti della frazione. Era tenuto quasi sempre chiuso, eccetto quando vi si celebrava messa il giorno del Santo titolare e quando si comunicava qualche infermo. Gli interni erano essenziali se non spartani: era presente solamente una croce in legno, non vi erano lapidi sacre e in occasione dell’unica celebrazione, i paramenti sacri erano forniti dalla chiesa parrocchiale, che a quel tempo era il Santuario della Madonna della Ceriola di Cure. Nel 1578 una seconda visita pastorale dispose che si provvedesse all’acquisto di due candelabri di legno dipinto, ma già due anni dopo, nel 1580, il santuario era completamente caduto in disuso e la celebrazione della festa di San Fermo definitivamente spostata nella chiesa parrocchiale. Poco più di un secolo dopo, nel 1693, del piccolo santuario non esisteva più alcuna traccia visibile.

Olzano ha molti tratti in comune con la vicina Masse: entrambe erano frazioni dove l'agricoltura era l’attività principale degli abitanti. Essi erano mezzadri al servizio delle nobili famiglie proprietarie dei terreni, tra cui la già citata la famiglia Novali, che per secoli ha avuto qui numerosi possedimenti. Il clima temperato permetteva la coltivazione di diversi prodotti e i boschi lussureggianti di castagni fornivano ogni anno raccolti abbondanti. Questi boschi sono uno di quei luoghi montisolani teatro di leggende sinistre e di storie paurose. Secondo antiche voci risalenti a prima della cristianizzazione dell’isola, le streghe vi celebravano la magia nera e il sabba. Esse avevano prescelto un punto particolare per i loro incontri, al crocevia di un’antica mulattiera proprio sotto l’abitato di Olzano, nel punto dove sorge un grande masso di arenaria lasciato dal ghiacciaio che ha formato il bacino del lago d’iseo, chiamato “Pridù de Mase” (chi ha letto la rubrica “Leggende di Monte Isola” del mese scorso se ne ricorderà).

Un altro elemento che accomuna Masse e Olzano è la struttura delle abitazioni: la quasi totalità degli edifici è stata interamente costruita in pietra, con gli affacci prevalentemente rivolti verso le corti interne e solamente qualche finestra esposta sulla via principale, un insieme di elementi tipici dei paesi di montagna. La maggior parte di esse è stata ristrutturata in epoca recente, ma poche sono abitate, infatti, a Olzano vive poco più di una decina di persone.

Con Olzano si è conclusa la nostra escursione per le frazioni di Monte Isola. Sperando di aver stuzzicato la curiosità dei lettori verso questa splendida terra, colgo l’occasione per invitare chi volesse dare il proprio contributo per far conoscere gli aneddoti storico-architettonici, artistici e naturali del proprio paese a farsi vivo: avrà tutto lo spazio che merita. Lo stesso dicasi per chi avesse contributi fotografici o video (questi ultimi pubblicati sul nostro sito). Grazie.


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