Menzino

  • La Rocca Oldofredi Martinengo

    La Rocca Oldofredi Martinengo

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Festa Popolare: Menzino in festa (ultima settimana di luglio e prima settimana di agosto)
Servizi Pubblici: sede della sezione degli Alpini, il campo sportivo comunale, un’ampia zona ricreativa per bambini e numerose attività commerciali

Di origine medievale, è situato sulle dolci e soleggiate pendici a sud-ovest dell’isola di fronte alla sponda bergamasca del lago, a un paio di chilometri dal capoluogo Siviano. Conta circa 400 abitanti e le attività commerciali sono numerose. Qui trovano sede la sezione degli Alpini, il campo sportivo comunale e un’ampia zona ricreativa per bambini che durante il periodo estivo ospita la sagra paesana “Menzino in Festa”. Menzino è stata completamente rinnovata dalla grande espansione edilizia risalente alla seconda metà del secolo scorso e oggi, i confini del centro abitato lambiscono la località di Sinchignano, distante circa mezzo chilometro. Tuttavia esso conserva la sua parte antica all’estremità meridionale, un piccolo borgo medievale anticamente abitato da contadini e pescatori. Nonostante sia stato completamente ristrutturato, è ancora possibile ammirare i loggiati, i portici e le scalinate in pietra. È privo di una chiesa, una delle poche eccezioni sull’isola.

Su un piccolo colle sovrastante il borgo, si erge un maestoso castello fortificato chiamato “Rocca Martinengo”. Costruita nel XIV secolo dai signori Oldofredi, è passata alla famiglia Martinengo alla fine del XV secolo. Dalla sommità della sua torre circolare si ha una visuale di tutta la sponda bergamasca del lago da nord a sud, compresa la sottostante frazione lacustre di Sensole, fondamentale per gli scambi commerciali. La rocca investiva una funzione prettamente difensiva, importantissima in passato per garantire la sicurezza della sponda bresciana. Inoltre, era stata concepita in modo da poter ospitare non solo i signori ma anche l’intera popolazione dei borghi di Menzino e Siviano in caso di attacco nemico. La storia della rocca è travagliata, essa ha conosciuto un breve periodo di gloria nel Rinascimento per poi essere abbandonata nelle epoche successive e fatta oggetto di ripetuti saccheggi da parte della popolazione. Dagli anni Sessanta del secolo scorso è di proprietà privata e abitata per brevi periodi l’anno. È possibile comunque ammirarla dall’esterno percorrendo un’antica via che sale attraverso il borgo oppure camminando lungo il “Sentiero Naturalistico della Rocca Martinengo” che si snoda attraverso il bosco e i terrazzamenti circostanti offendo a turisti e non percorsi didattici alla scoperta della flora dell’isola.

All’estremità opposta del borgo, a fare da confine con il moderno centro abitato, spicca il seicentesco Palazzo Zirotti proprietà di una ricca famiglia di Sale Marasino la quale nel 1922 ne fece dono al Comune di Monte Isola affinché vi potesse soggiornare il primo medico condotto che fino a quel momento la popolazione non si poteva permettere.Da allora il palazzo è noto ai montisolani come “Cà del Dutùr” abitato fino alla fine degli anni Ottanta.

Sempre in direzione nord, distanti un centinaio di metri l’uno dall’altro, balzano all’occhio due grandi edifici costruiti in epoche molto lontane tra loro: il “Montisola Palace” nato tra il 1977 e il 1980 e una cinquecentesca villa padronale, oggi entrambi restaurati e diventati complessi residenziali. Quest’ultima, di elevato interesse storico-architettonico, era anticamente circondata da un muro difensivo e costituiva essa stessa la località Sinchignano. Chiamata “Il Palàs”, ospitava oltre ai signori, anche le famiglie dei contadini che lavoravano nelle terre circostanti e contava diversi locali impiegati come ricoveri per gli animali e come magazzini per conservare i generi alimentari.

A pochi metri di distanza dal “Palàs”, precisamente su uno sperone roccioso all’incrocio con la strada che porta alle frazioni alte, si trova la piccola cappella dedicata a San Carlo risalente alla metà del 1600. All’inizio del XX secolo fungeva da ricovero per i casi sospetti di colera e ora è proprietà privata.