Masse

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Festa Popolare: Festa di San Rocco il 16 agosto
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Masse è una piccola frazione che sorge a mezza collina a nord di Monte Isola. La si può raggiungere dalla strada asfaltata prendendo a sinistra all'incrocio per Cure. La strada in collina permette di scorgere per intero la frazione adagiata su una piana illuminata dal sole da mattina a sera e circondata da vigneti e uliveti. Si può raggiungere anche da Siviano percorrendo un'antica mulattiera in salita che si immette nella frazione dalla parte opposta.

Masse è una delle frazioni che meglio conserva le caratteristche di un antico insediamento agricolo. Il suo nome deriva da “mansi”, i possedimenti terrieri che già intorno all'anno Mille il Monastero di Santa Giulia di Brescia vantava in gran numero su tutto il territorio isolano, specialmente le zone a mezza costa di Menzino, Senzano e Cure. Secondo l'economia curtense i mansi variavano da cinque a cinquanta ettari, compresi fattorie e abitazioni dei contadini. Uno di essi era situato nel territorio di Masse, attorno al quale nacque la frazione. Diverse figure lavoravano per il monastero: i coloni, i prebendi ovvero eclesiastici che percepivano una rendita in relazione al grado e all'ufficio e i manenti legati dal manentatico, un contratto agrario che implicava la permanenza perpetua del coltivatore sulla terra coltivata. In un inventario redatto dal Monastero di Santa Giulia nell'anno 905 si legge che su questi terreni si coltivavano frumento, segale, orzo e avena e si allevavano maiali, polli e anatre; inoltre al convento giungevano carri di fieno e anfore di vino.

L'economia di mezzadri e salariati e le grandi proprietà agricole persistettero fino al Seicento, dopodiché conobbero un lento declino, culminato con l'avvento delle macchine agricole. Fino alla metà del Novecento la maggior parte delle famiglie possedeva degli orti-giardino, mentre oggi solamente qualche anziano continua a coltivare ortaggi e ad allevare animali da cortle. Insieme alla figura dell'agricoltore è diminuito drasticamente anche il numero dei residenti nella frazione: un censimento del 1911 segnalava a Masse 300 redisenti mentre oggi, cento anni dopo, se ne contano poche decine.

Negli ultimi trent'anni Masse ha subito una moderata espansione urbanistica, soprattutto nel versante sud, ma il suo centro storico seppure in gran parte ristrutturato, continua a mantere intatte le sue caratteristiche tipiche di un paese di montagna. L'abitato infatti, è costituito quasi completamente da case in pietra bianca locale dalle mura spesse con poche aperture sul fronte stradale. Gli affacci sono rivolti verso le corti interne, alcune delle quali provviste di pozzi e portici rustici in pietra.

All'estremità sud di Masse rivolta su una piccola piazzetta, sorge la quattrocentesca chiesa dedicata a San Rocco e a San Pantaleone rispettivamente il santo protettore contro la peste e il santo patrono dei medici. Nel Quattrocento infatti, fu introdotta la devozione al Santo della peste a causa dell'imperversare di continue epidemie. All'inizio la chiesa era molto piccola di quella attuale e nel 1580 fu definita da San Carlo Borromeo giuntovi in visita “una catacomba con il volto formato da nude tegole”, priva di campanile e campane, con la porta d'entrata sul fianco sud. Caduta quasi in rovina, fu restaurata nel Seicento e adornata di due altari, una statua di San Rocco, un organo e alcuni affreschi di Domenico Voltolini. La chiesa tornò ad avere un momento di gloria nel luglio del 1836 quando, durante il colera, la statua di San Rocco venne portata solennemente alla parrocchiale di Siviano con la conseguente cessazione del morbo.


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