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Le origini

La festa di Santa Croce, erroneamente nota come “festa dei fiori”, è una tradizione montisolana che con cadenza quinquennale viene celebrata nei due piccoli borghi di Carzano e Novale.

Le origini di questa manifestazione sono alquanto incerte; leggendo, però, i registri parrocchiali tale ricorrenza pare da doversi ascrivere all’epidemia di colera asiatico che colpì nel lontano 1836 l’intera zona del lago d’Iseo, abbattendosi con particolare cruenza nei due borghi montisolani sopracitati.

La popolazione stremata, per sfuggire dall’epidemia che l’aveva ormai decimata, fece un voto alla Santissima Croce: onorarla attraverso una festa che fedelmente ogni cinque anni avrebbe visto la luce.

La manifestazione

Si tratta dunque di una festa di ringraziamento, che anche questo anno troverà il suo avvio il 14 settembre, data non casuale, essendo questo il giorno in cui la liturgia celebra la festa dell’Esaltazione della Croce, la quale viene onorata, in questo primo giorno di festività, attraverso una sacra processione lungo il piccolo borgo di Carzano.

In occasione di tale festività i due borghi vengono interamente addobbati con arcate di fiori di carta realizzati rigorosamente a mano dagli abitanti del luogo; non esistono via, o vicolo, balcone o porticato che non siano ornati da composizioni floreali di ogni tipo e colore (nell’ultima edizione si stima che siano stati realizzati ed esposti più di 200.000 fiori); fiori di carta, ma belli a tal punto da essere confusi con quelli naturali.

Si tratta di un lavoro immane frutto esclusivo dell’impegno, dell’unità e della coesione sociale di tutte le famiglie dei due paesi, le quali diventano protagoniste ed artiste di un evento che lascia lo spettatore senza fiato; un impegno anche economico in quanto tutte le spese per la preparazione dei fiori vengono sostenute dalle famiglie che si autotassano annualmente.

I Preparativi

I preparativi hanno inizio circa un mese e mezzo prima della festa, attraverso il simbolico e tradizionale gesto della posa della “antena” nella piazzetta nota come “port Antic” (vecchio porto); questo è il primo palo di sostegno ai “bersòt” (cupole) delle piazze principali e alle “arcade” (arcate) che dalla piazzetta si sviluppano interamente per i due borghi; ogni struttura lignea viene poi ricoperta dalle ramaglie di pino che gli stessi abitanti provvedono a raccogliere nella vicina Valle Camonica e decorata da fiori di ogni tipo e specie.

Difficile avere qualche anticipazione dalle donne di Carzano e di Novale sui fiori preparati, anche perché esiste una vera e propria rivalità tra i residenti su chi meglio addobberà il proprio cortile di casa.

Il risultato deve e non può che destare meraviglia, soprattutto se la visita si colloca dopo il tramonto quando ogni arcata inizia a risplendere di tante luci bianche in grado di rendere l’atmosfera ancora più magica e suggestiva.

Un risultato eccezionale insomma, una fantastica galleria fiorita in una cornice magica; un’esperienza che vi consigliamo e da non farsi sfuggire.

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